Escursioni vicine
• Il sentiero del Dürer
• Parco naturale monte Corno
• La Haderburg
Il sentiero del Dürer
Dal Klösterle di San Floriano alle Piramidi di Segonzano
http://www.durerweg.it

© Tourismusverband Südtirols Süden/Archiv Tappeiner AG/Lana/
Fino al secolo scorso l'Adige, privo di argini e sovralimentato dal Noce era soggetto a continue inodazioni e proprio la loro frequenza costringeva il viaggiatore a prendere la via alternativa per permettere di evitare gli impaludamenti per raggiungere Verona o Venezia.
Nel 1494 il pittore tedesco Albrecht Dürer fece il suo primo viaggio in Italia, per recarsi a Venezia, in seguito alla documentata alluvione, dopo aver probabilmente sostato al "Klösterle" di San Floriano presso Egna (costruito nel XII secolo e legato alla accoglienza dei viandanti) dalla piazza di Laghetti (m. 213) deviò lungo il sentiero per Pochi.
Superata la forra del rio Lauco attraversò il ponte detto "romano" attraversò Pochi di Salorno, salì fino al passo del Sauch (m. 915), proseguì per il lago Santo (m. 1200) e scese a Cembra, Faver, Castello di Segonzano (nei luoghi dove eseguì i famosi acquarelli) fino ad arrivare alle Piramidi di Segonzano. Questo percorso storico, conosciuto oggi come "il sentiero del Dürer" fa rivivere, a chi lo percorre, le emozionanti scoperte paesaggistiche dei viandanti di un tempo.
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© Tourismusverband Südtirols Süden/Archiv Tappeiner AG/Lana
Per i veri amanti della natura esiste il Parco Naturale Monte Corno, una estensione di prati, boschi, torbiere, radure e pareti rocciose per complessivi 6.660 ettari di territorio che nel 1981 è stato posto sotto tutela con una apposita legge provinciale.
Il Bosco, che si estende da Laghetti e in parte dei Comuni di Salorno, Montagna, Trodena e Anterivo, è un interessante e complesso ecosistema che, geologicamente, comprende sia il porfirico che il dolomitico.Dal punto di vista vegetazionale offre un “menù di specie” che è il più ricco fra tutti i parchi naturali presenti in provincia di Bolzano.
Il Parco Naturale Monte Corno si presenta come una “fucina naturalistica” ideale per osservazioni e ricerche naturalistiche ma anche per interessanti passeggiate lungo strade forestali e sentieri in un ambiente ancora integro e pulito, al riparo dal caos delle grandi correnti del moderno turismo di massa.
In questa oasi di pace il visitatore avrà solo l’imbarazzo di scegliere quotidianamente una meta per le sue escursioni e passeggiate, una attività questa che certamente contribuisce a fare di una vacanza un vero periodo di riposo e ristoro anti-stress sia per il corpo che per la mente.
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Il Castello di Salorno, più tardi chiamato "Haderburg", fu eretto nella prima metà del XIII secolo dai Conti di Salorno. Passò quindi nella proprietà del Conte Meinhard di Tirolo e, nel XIV secolo, della Casa Habsburg. Nel 1514 l'Imperatore Massimiliano ordinò la costruzione delle fortificazioni a monte e alcuni aggiornamenti di architettura militare. Ma, perduto ogni significato strategico, la Haderburg fu abbandonata già nella seconda metà del XVI secolo, e da allora questo monumento, tra i più cospicui della Provincia, ha conosciuto un lento processo di degrado, arrestato solo oggi. Nel 1648 entrò nella proprietà della famiglia veneta dei Conti Zenobio e dei suoi diretti discendenti.
Il restauro è stato voluto dall'attuale proprietario, il Barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi, e realizzato con il sostanziale contributo della Provincia di Bolzano e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.
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